Archeologia: il passato vivente La Redazione, 1 Luglio 202511 Luglio 2025 A coloro che ancora considerano l’archeologia una scienza ammuffita e superata, gli eventi recenti hanno portato una brusca smentita. Le scoperte più importanti sono avvenute a un ritmo così rapido che molti parlano di una nuova età dell’oro per questa disciplina. Nel febbraio 2025, la scoperta della tomba di Thutmose II, antenato di Tutankhamon, presso la Valle dei Re a Luxor, è stata salutata come un ritrovamento straordinario dal Ministero delle Antichità egiziano. Nel 2024 è stata individuata un’enorme città Maya nella giungla dello stato di Campeche, nel Messico sud-orientale. A Petra, in Giordania, una camera funeraria sconosciuta fino all’anno scorso sta fornendo preziose informazioni sulla civiltà nabatea. Queste scoperte devono molto all’uso di nuove tecnologie come il lidar, una tecnica di telerilevamento laser in grado di rilevare le strutture sotto gli strati di vegetazione. Questa tecnica si sta rivelando particolarmente preziosa per esplorare le fitte giungle dell’America centrale. Anche l’intelligenza artificiale sta consentendo scoperte senza precedenti: nel 2024 ha contribuito a decifrare una pergamena di 2.000 anni fa bruciata durante l’eruzione del Vesuvio che inghiottì l’antica città romana di Pompei. Questi progressi, spesso frutto della cooperazione internazionale, vanno ben oltre il progresso scientifico. Comprendere l’ingegno delle antiche civiltà significa anche riconoscere la diversità dell’espressione umana e l’importanza di preservare i siti per le generazioni future, perché la scoperta di questi fragili tesori comporta il dovere di proteggere e tramandare questo inestimabile patrimonio. È per questo che molti di questi siti sono già stati inseriti nel Patrimonio mondiale dell’UNESCO. Queste nuove scoperte forniscono anche una migliore comprensione empirica del passato, mettendo in discussione alcune certezze consolidate, in particolare per quanto riguarda il ruolo dell’agricoltura nell’emergere di società diseguali e il posto delle donne. Arricchiscono la nostra memoria collettiva e mettono in discussione le nostre origini. Questa rinascita è una leva potente per ricollegare le società moderne alle loro radici e coltivare il meglio della nostra comune umanità. Agnès BardonCapo redattore 2025 n°3 Luglio-Settembre Numero più recente