{"id":144,"date":"2025-04-02T13:06:00","date_gmt":"2025-04-02T11:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/siti.italofonia.info\/unesco\/?p=144"},"modified":"2025-07-11T14:16:52","modified_gmt":"2025-07-11T12:16:52","slug":"mille-e-un-ingrediente-il-ricco-patrimonio-della-cucina-araba-medievale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/siti.italofonia.info\/unesco\/2025-0406\/mille-e-un-ingrediente-il-ricco-patrimonio-della-cucina-araba-medievale\/","title":{"rendered":"Mille e un ingrediente: il ricco patrimonio della cucina araba medievale"},"content":{"rendered":"\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Particolare di un dipinto raffigurante un pasto durante la dinastia abbaside (750-1258), tratto dal manoscritto Maq\u0101mat di al-Har\u012br\u012b dell&#8217;XI secolo, copiato e illustrato dal pittore e calligrafo al-Wasiti nel 1236-1237.<br>\u00a9 gallica.bnf.fr \/ BnF<\/p>\n\n\n\n\n\n<p class=\"has-white-color has-vivid-cyan-blue-background-color has-text-color has-background has-link-color wp-elements-503c72cd23b666dbe1af9eb3f22711f4\">Come nodo centrale di una vasta rete di civilt\u00e0, il mondo arabo-musulmano medievale ha lasciato un&#8217;eredit\u00e0 di ricette e tecniche di cottura che continuano a influenzare le tradizioni alimentari globali di oggi.<br><br>2 aprile 2025 &#8211; Ultimo aggiornamento: 7 aprile 2025<\/p>\n\n\n\n\n\n<p class=\"has-light-green-cyan-background-color has-background\"><strong>Daniel Newman <\/strong><br>Cattedra di Studi Arabi presso l&#8217;Universit\u00e0 di Durham (Regno Unito), \u00e8 specializzato nella storia culinaria araba medievale. Tra i suoi libri ricordiamo <em>The Sultan&#8217;s Feast. A Fifteenth-Century Egyptian Cookbook <\/em>(2020) e <em>The Exile&#8217;s Cookbook: Medieval Gastronomic Treasures from al-Andalus and North Africa<\/em> (2023). <\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Per oltre seicento anni (dal<sup>IX al<\/sup><sup>XV<\/sup> secolo), la tradizione culinaria araba medievale \u00e8 stata la pi\u00f9 ricca e diversificata del mondo, come dimostrano i libri di cucina medievali che contengono quasi 4.500 ricette provenienti da tutto il mondo islamico, dalla Spagna controllata dai musulmani (nota come al-Andalus in arabo), al Nord Africa, all&#8217;Egitto, alla Siria e all&#8217;Iraq. <\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Questa enorme letteratura culinaria \u00e8 tanto pi\u00f9 straordinaria in quanto \u00e8 stata preceduta solo da un libro di cucina romano del<sup>IV<\/sup> secolo e da una manciata di ricette dell&#8217;antica Mesopotamia. Anche se esistono prove di una cultura gastronomica altrove, come nell&#8217;antica Grecia, non sono sopravvissute raccolte di ricette.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p>La mobilit\u00e0 degli ingredienti nel mondo arabo medievale fu il risultato dell&#8217;espansione del mondo islamico e della concomitante crescita delle rotte commerciali che attraversavano il Mediterraneo, l&#8217;Oceano Indiano e la Via della Seta. I mercanti arabi fungevano da intermediari, portando spezie e frutti esotici dall&#8217;Asia orientale e introducendoli in Medio Oriente, Nord Africa ed Europa. Dall&#8217;interno dell&#8217;impero musulmano arrivavano melograni, riso e rose dalla Persia; zafferano e olio d&#8217;oliva dal Nord Africa; meloni da Samarcanda; pistacchi, mele cotogne e porri dalla Siria. Cannella, cassia, noce moscata e chiodi di garofano provenivano dall&#8217;India, legno di sandalo e canfora dal Vietnam, muschio e seta dalla Cina.<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Dal sikbaj al ceviche<\/h2>\n\n\n\n\n\n<p>Dopo la caduta dell&#8217;impero sasanide (l&#8217;ultima dinastia imperiale persiana) nel<sup>VII<\/sup> secolo d.C., i conquistatori arabi musulmani ne adottarono l&#8217;etichetta di corte, compresa la cucina sofisticata, sia per quanto riguarda gli ingredienti che i piatti, in particolare gli stufati agrodolci. Uno dei piatti pi\u00f9 popolari a partire dall&#8217;<sup>VIII<\/sup> secolo si chiamava <em>sikbaj<\/em> (parola persiana che significa &#8220;stufato all&#8217;aceto&#8221;), che non fa pi\u00f9 parte del repertorio culinario arabo moderno, ma \u00e8 sopravvissuto nell&#8217;<em>escabeche<\/em> spagnola e ha viaggiato in America Latina attraverso l&#8217;Impero coloniale spagnolo (dal XVI secolo in poi) ed \u00e8 riemerso come <em>ceviche<\/em>. La cucina abbaside (<sup>IX<\/sup> secolo) ha mediato un altro piatto persiano, chiamato <em>lakhsha<\/em>, che pu\u00f2 vantare di essere la pi\u00f9 antica ricetta di pasta, poich\u00e9 richiede la cottura dell&#8217;impasto in un brodo. <\/p>\n\n\n\n\n\n<p>La specialit\u00e0 berbera del couscous si diffuse dall&#8217;Occidente musulmano al Vicino Oriente entro il<sup>XIII secolo<\/sup> <\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Le migrazioni turche e mongole tra l&#8217;<sup>XI<\/sup> e il<sup>XIV<\/sup> secolo introdussero diversi piatti a base di pasta e yogurt nelle cucine arabe della regione. Esempi di come le influenze globali furono assorbite e reinterpretate sono il <em>kumaj, <\/em>una spessa focaccia, o il <em>jajaq, <\/em>un piatto a base di yogurt con erbe, che \u00e8 l&#8217;antenato del moderno <em>tzatziki<\/em> greco e del <em>cac\u0131k<\/em> turco. Dall&#8217;Occidente musulmano arriv\u00f2 la specialit\u00e0 berbera del couscous, che si diffuse nel Vicino Oriente gi\u00e0 nel<sup>XIII<\/sup> secolo. La sua popolarit\u00e0 continu\u00f2 chiaramente a crescere nel corso dei secoli, visto che un viaggiatore ottomano<sup>del XVII secolo<\/sup> in Egitto rifer\u00ec che era uno dei loro piatti base. <\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Un pool di ricette<\/h2>\n\n\n\n\n\n<p>Alcune influenze risalgono a tempi molto pi\u00f9 remoti, come nel caso del condimento fermentato pi\u00f9 usato nelle ricette arabe medievali, il <em>murri<\/em>, che veniva preparato con cereali marci o, meno frequentemente, con pesce, ed era un discendente del <em>garum<\/em>, la salsa di pesce fermentata usata nella cucina greco-romana. Il gusto e l&#8217;uso del <em>murri <\/em>non sono dissimili da quelli della moderna salsa di soia.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p>La letteratura mostra una notevole stabilit\u00e0 di ricette in tutto il mondo arabo-musulmano, alcune delle quali sono ancora oggi apprezzate in molti Paesi di lingua araba, come lo <em>shish barak<\/em> (fagottini di carne in uno stufato di yogurt), la <em>mulukhiyya<\/em> (stufato di malva degli ebrei), i samosa o le <em>qatayif<\/em> (crepes ripiene). I testi rivelano una sovrapposizione di influenze, con piatti che compaiono in pi\u00f9 tradizioni ma che incorporano adattamenti regionali. Le preferenze locali e la disponibilit\u00e0 degli ingredienti spiegano, ad esempio, perch\u00e9 solo le fonti andaluse riportano ricette di conigli, in quanto indigeni della regione, e meno di riso, in quanto coltivato solo nella zona di Valencia. Naturalmente, l&#8217;emergere delle cucine regionali ha portato anche alla creazione di nuovi piatti, come la <em>mujabbana <\/em>andalusa <em>, <\/em>una frittella di formaggio fritta. <\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il gusto per il dolce e il salato<\/h2>\n\n\n\n\n\n<p>Molto presto, gli ingredienti, le ricette e le tecniche culinarie arabe si diffusero in Europa attraverso tre vie principali: La Spagna musulmana, la Sicilia (sotto il dominio musulmano dall&#8217;inizio del<sup>IX<\/sup> secolo fino alla met\u00e0 dell&#8217;<sup>XI<\/sup>) e le Crociate. Ingredienti come lo zucchero, il riso, le mandorle, la cannella, lo zafferano, lo zenzero, i chiodi di garofano, i limoni e le arance amare furono introdotti originariamente dagli arabi. <\/p>\n\n\n\n\n\n<p>La loro predilezione per i piatti dolci e salati e l&#8217;abbondante uso di spezie fu copiata nelle cucine europee e fu una caratteristica cruciale di quello che \u00e8 stato definito <em>le go\u00fbt medieval<\/em> (&#8220;il gusto medievale&#8221;), che fu esportato all&#8217;altro capo del mondo, nell&#8217;India Moghul nel<sup>XVI <\/sup>secolo. Il biancomangiare medievale europeo, un budino di riso con carne, era in realt\u00e0 la <em>muhallabiyya<\/em> degli arabi. L&#8217;attuale biancomangiare (associato alla cucina britannica) e la <em>muhallabiyya <\/em>sono preparati senza carne, e il discendente pi\u00f9 vicino all&#8217;originale medievale \u00e8 il budino turco <em>tavuk g\u00f6\u011fs\u00fc <\/em>.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Non sorprende che la tradizione culinaria andalusa abbia lasciato un impatto duraturo sulla cucina spagnola e sulla terminologia alimentare. Le polpette spagnole, o <em>alb\u00f3ndigas<\/em>, prendono il nome dalla parola araba <em>al-bunduqa<\/em> (&#8220;la nocciola&#8221;), in riferimento alle dimensioni originali della carne. Con l&#8217;espansione dell&#8217;impero spagnolo, molti dei piatti arabi arrivarono anche nel Nuovo Mondo, subendo ulteriori modifiche, e cos\u00ec le <em>alb\u00f3ndigas<\/em> messicane divennero una zuppa di polpette.<\/p>\n\n\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La metamorfosi del murri<\/h2>\n\n\n\n\n\n<p>Anche il pesce fritto del classico fish and chips, per antonomasia britannico, pu\u00f2 essere ricondotto a una ricetta andalusa<sup>del XIII secolo<\/sup>, molto simile, che prevedeva un pesce in pastella ricoperto di farina, pangrattato e spezie prima di essere fritto. Veniva anche servito con una salsa a base di aceto (addizionato con olio d&#8217;oliva e <em>murri<\/em>). Circa tre secoli dopo, questo metodo di frittura del pesce fu importato in Inghilterra dagli immigrati ebrei sefarditi provenienti dalla penisola iberica. <\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Il fish and chips, la quintessenza del Regno Unito, pu\u00f2 essere fatto risalire a una ricetta andalusa molto simile<sup>del XIII secolo<\/sup><\/p>\n\n\n\n\n\n<p>Questi sono solo alcuni dei molti esempi che dimostrano il ruolo centrale svolto dal mondo arabo medievale nel plasmare la gastronomia. Attraverso il commercio, le conquiste e gli scambi culturali, la cucina araba ha influenzato le tradizioni culinarie del Mediterraneo, dell&#8217;Europa e dell&#8217;Asia meridionale. L&#8217;uso delle spezie, dello zucchero e delle mandorle, caratteristiche della cucina araba, \u00e8 ancora oggi parte integrante della cucina globale.<br><\/p>\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Particolare di un dipinto raffigurante un pasto durante la dinastia abbaside (750-1258), tratto dal manoscritto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":146,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"fifu_image_url":"https:\/\/courier.unesco.org\/sites\/default\/files\/styles\/paragraph_medium_desktop\/article\/2025-03\/COU_2_25_GA_HISTORY_WEB.jpg.webp?itok=BWnHQjC2","fifu_image_alt":"","footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-144","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-2025-0406"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v25.9 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Mille e 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