Lo studio rivela uno studio di un gruppo internazionale di ricerca guidato dai neuroscienziati Mirko Zanon e Giorgio Vallortigara dell’Università di Trento.
In una nota odierna si chiede di «ridurre significativamente il tempo di lavoro, un rapporto di personale sufficiente per garantire cure di qualità, un aumento delle indennità per il lavoro notturno».
La revisione europea cambierebbe le regole: oggi paga il Paese di residenza, in futuro quello di lavoro. Un caso che mette alla prova i nuovi accordi tra Svizzera e UE.