Uno, un e una: gli articoli indeterminativi e quando si apostrofano

■ L’articolo uno si può apostrofare? ■ Si può scrivere un’insegnante? ■ Perché si scrive un amico senza apostrofo ma un’amica con l’apostrofo? ■ Si dice “uno pneumatico” o “un pneumatico”? ■ Meglio dire “un’azienda” o “una azienda”? ■ Perché si dice uno spazzino ma un secchiello se cominciano entrambi con la S? ■ Che differenza c’è tra gli articoli indeterminativi e determinativi? ■ Come si fa il plurale di “un”, “uno” e “una”? ■ Quando si deve usare “un” e quando “uno”?

Uno, un e una sono articoli indeterminativi perché indicano un nome indeterminato (un cane qualsiasi, non il cane = quel cane lì). Come nel caso degli → articoli determinativi, al femminile non c’è alcuna ambiguità si usa sempre una (una tazzina, una finestra, una strada) che si può (ed è consigliabile, anche se non obbligatorio) apostrofare quando la parola seguente inizia per vocale (un’amaca, un’eccezione, un’italiana, un’ocarina e un’upupa).

Per l’articolo indeterminativo maschile (un e uno), invece, la regola si può formulare in un modo semplice da ricordare: si usa sempre un, in particolare per le parole che cominciano per vocale (un amico, un armadio) tranne nei seguenti casi in cui si usa uno davanti a:

● i gruppi di consonanti gn, pn e ps;
● le parole che cominciano con x e z;
● le parole che cominciano con s impura, cioè seguita da un’altra consonante, per esempio studio (davanti alla s seguita da vocale si usa invece un: un secchiello).

Dunque si dice: uno gnomo, uno pneumatico, uno psicologo, uno spazzino, uno xenofobo, uno zerbino.

In tutti gli altri casi si usa un: un bottone, un cavallo, un diamante, ma soprattutto si usa sempre un anche davanti a vocale (è bene ripeterlo): un assolo, un elettrone, un imbuto, un osso e un ufficio.

In questi casi non si deve mai e poi mai usare uno con l’apostrofo: scrivere “un’errore” è un errore (e un orrore) tra i più sgradevoli e intollerabili, benché diffusi. Vedi anche → “L’apostrofo: elisione e troncamento“.

Uno non si apostrofa mai per una ragione molto semplice: davanti ai nomi che iniziano per vocale si usa l’articolo un, che non ha bisogno di alcun apostrofo, vive da solo così com’è. Un’ si usa solo ed esclusivamente per il femminile una davanti a vocale: un’amaca, un’eccezione, un’iniziativa, un’opera e un’ulcera.

Perciò scrivere un’insegnante significa che stiamo parlando di una donna (= una insegnante), altrimenti nel caso di un uomo è un insegnante.

Gli articoli indeterminativi al plurale si formano con dei, degli e delle e cioè gli articoli partitivi (da non confondere con le omonime → preposizioni articolate). Vai al paragrafo → “Un, uno e una al plurale: gli articoli partitivi“.