Il genere dei nomi stranieri

■ Come si fa a sapere se i nomi stranieri sono maschili o femminili? ■ Si dice il samba o la samba? ■ Skyline è maschile o femminile? ■ Perché si dice il rock (maschile) ma la techno (femminile)? ■ Perché diciamo la pallacanestro ma il basket/basketball?

Le parole straniere entrate a far parte della nostra lingua (i forestierismi) di solito non presentano molti problemi nell’attribuzione del genere, quando arrivano da lingue affini come il francese o lo spagnolo, e le cose tendono a coincidere con la lingua di origine, a parte poche eccezioni come per esempio il samba, in portoghese maschile, ma in italiano ammissibile anche al femminile, la samba, perché il fatto che finisca in –a inganna (anche se non è una regola grammaticale è una “regola istintiva”) e fa presumere che sia femminile: da qui l’uso inizialmente considerato errato, si è poi affermato come così diffuso che è ormai accettato.

La questione è più complicata per le lingue che hanno il neutro, come il tedesco. Di solito prevale l’analogia con l’italiano:  la sachertorte, perché è una torta, le delicatessen per analogia con delicatezze, il dobermann perché è un cane, ma poi ci sono eccezioni come il würstel, affermato al maschile anche se l’analogia sarebbe con salsiccia (ma forse è vissuto come simile a un salsicciotto o a un hot dog affermato al maschile).

Il problema principale riguarda le parole inglesi, semplicemente per il fatto che sono numericamente preponderanti su tutte le altre lingue: i circa 3.500 anglicismi riportati dai dizionari sono più di tutti i forestierismi delle altre lingue messe assieme.

Bisogna tenere presente che l’italiano tende ad assegnare il maschile per le categorie neutre (andare a scuola è bello, il mangiare, il come e il quando), e da un punto di vista statistico la maggior parte degli anglicismi è maschile. Ancora una volta, però, non ci sono regole precise, e si trova lo skyline ma anche la skyline, a volte percepito come simile all’orizzonte o al profilo (lo skyline cittadino) a volte assimilato letteralmente alla linea del cielo (ultimamente i dizionari riportano il maschile come la forma più affermata).

Le cose sono complicate soprattutto per gli anglicismi incipienti, cioè quelli nuovi che poi sviluppano il loro genere preciso solo nel tempo.

Email o emoticon, per esempio, oggi si sono stabilizzate al femminile, ma inizialmente si registrava una forte incertezza. E anche la parola film, oggi maschile, ha cambiato sesso, perché sino agli anni Trenta del secolo scorso si trovava al femminile, la film, per analogia con pellicola di cui era il sinonimo.

La tendenza ad assegnare un genere come quello del corrispondente italiano, insomma, non è sempre possibile a volte ci sono più opzioni (diciamo il party anche se dovremmo basarci sull’equivalente festa, o forse sottintendiamo ricevimento?) e a volte ci sono eccezioni imprevedibili: curiosamente diciamo la pallacanestro, con riferimento a palla, ma il basket (in inglese però si dice basketball, il basket è solo un cesto), mentre la pallavolo diventa il volley (anche se in inglese sarebbe volleyball). E ancora, diciamo Aids al maschile anche se la traduzione della sigla sarebbe Sindrome da ImmunoDeficenza Acquisita, forse perché sottintendiamo il virus (per sapere di più sul genere delle sigle → “Sigle e acronimi“).

In generale diciamo la station wagon e la spider, perché come per la Uno, la Tipo e la Cinquecento sottintendiamo (l’iperonimo) automobile. E allora i generi musicali sono per lo più al maschile, il jazz, il rock, il rap e il blues, ma se si sottintende la parola musica ecco che si parla della disco (music) o della techno e della trap. E così si ha la blacklist (da la lista) e si dice la workstation e la playstation per analogia con il “falso amico” stazione, che ha un suono simile, anche se un significato differente.

In sintesi, per gli anglicismi non ancora stabilizzati può essere difficoltoso concordarli con l’aggettivo nel giusto genere, quando oscillano, mentre per quelli stabilizzati e datati il dizionario è il punto di riferimento, in caso di dubbi.