Omografi, omofoni e omonimi

■ Cosa sono gli omografi? ■ Cosa sono gli omonimi? ■ Cosa sono gli omofoni? ■ Che differenza c’è tra omografi e omonimi? ■ Quali sono gli esempi di omografi? ■ Quali sono gli esempi di omonimi? ■ Quali sono gli esempi di omofoni?

Le parole omografe (= dalla stessa grafia) si scrivono allo stesso modo anche se hanno un diverso significato, per esempio “stesse”, congiuntivo di “stare” ma anche plurale femminile di “stesso”. Non è detto, però, che si pronuncino allo stesso modo, alcune possono cambiare significato a seconda dell’accento tonico, come pésca e pèsca).

Le parole che hanno lo stesso suono indipendentemente da come sono scritte, invece, vengono dette omofone (= dallo stesso suono), per esempio la boxe (il pugilato, dal francese) e il box (per es. un riquadro di un testo, dall’inglese). E fuori dalle parole anche il suono e la pronuncia di cu e qu sono omofoni.

Le parole omonime (= dallo stesso nome) infine, sono quelle che si scrivono e si pronunciano in modo uguale (cioè sono sia omografe sia omofone), ma hanno diversi significati, per esempio miglio (che può indicare una distanza, ma anche la graminacea), fiera (una belva ma anche un’esposizione di merci) o riso (per il risotto, ma anche il ridere).