La pronuncia della E può cambiare il senso alle parole

■ Che differenza c’ è tra pésca e pèsca? ■ Che differenza c’ è tra ménto e mènto? ■ Che differenza c’ è tra vénti e vènti? ■ Che differenza c’ è tra collèga e colléga? ■ Che differenza c’ è tra affétto e affètto?

La pronuncia della “E” può avvenire in due modi: aperta (che si indica con l’accento grave è) e chiusa ( che si indica con l’accento acuto é). Quando scriviamo il problema dell’accento grafico si pone solo nel caso delle parole tronche (accentate sull’ultima lettera: perché, ventitré, oppure caffè, egli è…), ed è importante usare il giusto carattere presente sulla tastiera.
Nel parlare, invece, c’è anche l’accento tonico all’interno di parola, che anche se non si scrive, si pronuncia. Anche se nell’italiano vivo ognuno parla con la propria parlata regionale (non è un errore), è bene sapere che esistono queste differenze che appartengono alla pronuncia nazionale (quella sovraregionale indicata nei dizionari e usata dagli attori che seguono questa dizione).
Di seguito c’è un prospetto utile per scrivere (quando la e accentata sull’ultima è obbligatoria), e anche per parlare, perché ci sono parole che cambiano il proprio significato a seconda dell’accento tonico della e pronunciata aperta (è) o chiusa (é).

egli accètta (da accettare) l’accétta (scure)
l’affètto (passione) io affétto (da affettare)
la collèga (d’ufficio) egli colléga (da collegare)
egli corrèsse (da correggere) se egli corrésse (da correre)
l’isola di Crèta la créta
gli dèi déi (preposizione articolata)
è (da essere) e (congiunzione)
la èsse (lettera S) ésse (femminile plurale di esso)
egli lègge (da leggere) la légge (norma)
io mènto (da mentire) il ménto
la pèsca (frutto) egli pésca (da pescare)
il tè (bevanda) té (pronome)
i vènti (come la tramontana) il vénti (numero 20)
èsca (da uscire) l’ésca (il verme da pesca)

Vedi anche
→ “La pronuncia della O può cambiare il senso alle parole
→ “La dizione corretta di E, O, S e Z.