Sia… sia O sia… che? A mano a mano O mano a mano?

■ Meglio dire “sia… sia” o “sia… che”? ■ Meglio dire “a poco a poco” o “poco a poco”? ■ Meglio dire “a mano a mano” o “mano a mano”? ■ Meglio dire “a mano a mano” o “man mano”? ■ Meglio dire “a faccia a faccia” o “faccia a faccia”? ■ Meglio dire “a corpo a corpo” o “corpo a corpo”? ■ Perché è meglio dire “sia… sia” invece di usare come secondo elemento “che”?

Il costrutto “sia… che” (es. “è sia buono che bello”) è molto diffuso anche sui giornali, al punto che è ormai accettato e inarginabile. Tuttavia, nelle norme editoriali di molte case editrici, e soprattutto in un buon italiano non popolare, è da evitare.

La forma più corretta è “sia… sia” (“è sia buono sia bello”), perché si tratta della ripetizione della stessa congiunzione correlativa, che non ha ragione di essere sostituita da “che” nel secondo elemento.

Il consiglio di stile è perciò di evitare sempre “sia… che”.

L’origine di questo costrutto è da ricercarsi nel congiuntivo di comando del verbo essere: sia così e sia in altro modo.

In linea di massima, anche negli altri costrutti correlativi come a mano a mano, a poco a poco, a uno a uno, sono sempre da evitare le forme abbreviate come poco a poco o mano a mano (si può invece dire correttamente man mano, se si vuole essere più sintetici). Anche a corpo a corpo o a faccia a faccia sono consigliabili rispetto alle locuzioni corpo a corpo o faccia a faccia, ma sono così diffuse, che è sempre più difficile ricorrere ai costrutti più corretti, e in televisione dominano ormai i “faccia a faccia” senza alternative.