Sillabe, dittonghi, trittonghi e iati

■ Che cos’è una sillaba? ■ Cos’è un monosillabo? ■ Cos’è un bisillabo? ■ Cosa sono i polisillabi? ■ Cos’è un dittongo? ■ Cos’è un trittongo? ■ Cos’è uno iato?

Una sillaba si può definire come un gruppo di lettere che contengano almeno una vocale, che si pronunciano con una sola emissione di fiato e che costituiscono un’unità fonetica minima.

Le parole possono essere monosillabi (è, voi, ), bisillabi (ca-ne, gat-to), trisillabi (mac-chi-na, cer-biat-to) e e polisillabi che hanno quattro o più sillabe (ma-sti-ca-re, con-si-de-re-vol-men-te).

All’interno delle sillabe si può trovare un dittongo, che è costituito da due vocali adiacenti che si pronunciano con una sola emissione di fiato e che appartengono alla stessa sillaba; il trittongo è invece formato da tre vocali.

Nei dittonghi, le vocali consecutive formano una sillaba indivisibile (voi, piat-to, fie-no, fio-re, fiu-me, pun-tua-le, duel-lo, fuo-ri), e lo stesso avviene per i trittonghi (miei, tuoi, pi-gliai, ma-riuo-lo). Dunque in questi casi non si può andare a capo dividendoli: fanno parte della stessa silaba (vedi anche → “Divisione in sillabe“).

Se invece le vocali formano uno iato (accostamento di vocali consecutive che rimangono separate), si pronunciano con due emissioni di fiato diverse e appartengono a sillabe diverse (zi-a, ma-e-stra, po-e-si-a).

Solitamente lo iato è il risultato di un incontro tra vocali “forti” (a/e/o) come po-e-ta, bo-a-to, a-e-re-o, e-ro-e, pa-e-se, oppure si ha quando le vocali deboli (i/u) hanno un accento tonico: pa-ù-ra, zì-o, tù-o, vì-a. Ma, come sempre, le eccezioni sono in agguato, per esempio: li-u-to o pi-o-lo. Perciò, visto che la questione delle sillabe è molto complessa, il primo consiglio pratico (per i meno coraggiosi) è quello di evitare di andare a capo, in caso di dubbi (vedi → “Divisione in sillabe“).

Bisogna tenere presente che la stessa definizione di sillaba, basata sui suoni, è stata messa in discussione da alcuni linguisti e che le regole di divisione in sillabe della nostra lingua sono state fissate nel 1969 (norma UNI 6461-97) dall’Ente Nazionale Italiano di Unificazione che disciplina le norme di tutti i settori industriali. Ma sono così complicate da ricordare e imparare che in caso di incertezze è meglio consultare un dizionario che fornisce anche la divisione in sillabe delle parole.