Fonologia e fonetica

■ Che cos’è la fonetica? ■ Che cos’è la fonologia? ■ Che differenza c’è tra fonetica e fonologia? ■ Che cosa sono i fonemi? ■ Che cosa sono i grafemi? ■ Che differenza c’è tra la fonologia e l’ortografia? ■ Come si articolano le consonanti? ■ Che cosa sono le labiali? ■ Che cosa sono le linguali? ■ Che cosa sono le dentali? ■ Che cosa sono le palatali? ■ Che cosa sono le gutturali?


In questa sezione intitolata Fonologia e dubbi di pronuncia ci sono molte informazioni che riguardano la pronuncia corretta delle parole che si intrecciano inevitabilmente con altre parti della grammatica, come il lessico (per esempio si dice rùbrica e non rubrìca) o l’ortografia (per esempio ci sono accenti che si devono scrivere obbligatoriamente, e non riguardano solo la pronuncia). Dunque alcuni articoli possiedono più etichette e sono rintracciabili anche dalle altre sezioni. Inoltre, sono state incluse anche le principali norme della dizione, che rispetto alla pronuncia delle parole, riguardano quella delle lettere così come si dovrebbe dire nell’italiano “sovraregionale”, e come sono riportate dai dizionari, anche se le variazioni dell’italiano regionale e “reale” sono più che lecite, nel parlare.
Perciò il titolo “fonologia” va inteso in senso ampio e generico.

Tecnicamente la fonologia studia i fonemi, cioè i suoni che si pronunciano nel parlare e di conseguenza anche i grafemi corrispondenti (cioè i segni scritti, le lettere). Poiché non c’è una corrispondenza perfetta tra i grafemi e i fonemi, ecco che nascono i principali dubbi di pronuncia e anche di ortografia.

Uno stesso simbolo grafico può infatti essere pronunciato in modi differenti, per esempio:

● la “S” di sasso è pronunciata diversamente dalla “S” di sbaglio,

anche se si scrivono con lo stesso segno. Viceversa;

● la “C” dura di cuore si pronuncia allo stesso modo della “Q” di quadro, però si scrivono diversamente.

E allora l’ortografia riguarda la scrittura e la punteggiatura, e dunque i grafemi, l’uso corretto della sequenza di caratteri delle parole e del nostro lessico (insieme ad apostrofi, all’uso dell’H, alla punteggiatura…) e la fonologia riguarda l’italiano parlato e le emissioni delle parole.

La fonetica, invece, studia i suoni del linguaggio dal punto di vista della loro articolazione.

L’articolazione delle consonanti, per esempio, dipende da come vengono prodotte con il movimento della bocca e della lingua:

● le labiali sono articolate con le labbra: p, b, f, v, m;
● le linguali, con la punta della lingua: l, r;
● nelle dentali, la lingua poggia sui denti anteriori: d, t, s, z, n;
● le palatali, lingua sul palato: c, g dolci (cesto, gelato);
● le gutturali, lingua appoggiata verso la gola: c, g dure e q (casa, gatto, questo).

La pronuncia delle vocali, al contrario, dipende dall’apertura della bocca, più o meno aperta o chiusa, e dalla posizione della lingua e del canale di fonazione. Anche in questo caso i fonemi possibili non sono cinque (come i grafemi A, E, I, O, U), ma sette, perché “e” e “o” si possono pronunciare aperte o chiuse).

La fonologia (ma la differenza con la fonetica è sottile) si occupa maggiormente dei suoni, e cioè non solo del movimento della bocca, ma anche delle emissioni. Oltre alla pronuncia delle singole lettere dell’alfabeto, studia la pronuncia di quelle combinazioni di lettere che corrispondono a un solo suono, per esempio “ci” e “chi” e ci, i digrammi “gn” e “sc” e tutti gli altri. Per approfondire → “La pronuncia delle lettere“.

Questa sezione “Fonologia e dubbi di pronuncia” contiene i seguenti articoli:

La pronuncia delle lettere
La pronuncia della E può cambiare il senso alle parole
La pronuncia della O può cambiare il senso alle parole
La pronuncia delle parole: accenti tonici
Omografi, omofoni e omonimi
L’accento: differenze tra parlare e scrivere
Pronuncia e dizione
La dizione corretta di “E”, “O”, “S” e “Z”
Quando l’accento cambia il significato
Dubbi di pronuncia