Il punto esclamativo

■ Dopo il punto esclamativo ci vuole sempre la maiuscola? ■ Dopo il punto esclamativo si può mettere il punto fermo? ■ Si può raddoppiare o triplicare il punto esclamativo per rafforzare lo stupore? ■ Si può usare il punto interrogativo associato a quello interrogativo? ■ Se il punto di domanda è associato a quello esclamativo si mette prima (!?) o dopo (?!)? ■ Quali sono esempi di frasi in cui dopo il punto esclamativo si può procedere con la minuscola?

Il punto esclamativo serve per conferire un’intonazione rafforzativa (magari fossi ricco!), e si usa spesso con gli imperativi (esci!) o con le interiezioni (Ah!).
Chiude una frase con la forza di un punto fermo e dunque successivamente il discorso procede con l’iniziale maiuscola:

Sono sicuro! Esclamò.

Tuttavia in alcuni casi sporadici in cui l’esclamazione venga integrata all’interno di una frase, quando il  discorso continua è possibile trovare esempi d’uso seguiti dalla minuscola, una consuetudine diffusissima in passato e anche fino a pochi decenni fa, che oggi è invece più rara:

● “Sì; ma com’è dozzinale! com’è sguaiato! com’è scorretto!” (I promessi sposi)

Talvolta si trova associato al punto di domanda per conferire allo stesso tempo un tono di stupore e di interrogazione (e si può trovare collocato prima !? o dopo ?!), ma questo tipo di rafforzamento è tipico dei registri da fumetto, o pubblicitari e non è frequente in quelli formali, dunque va utilizzato con molta cautela. Anche l’abuso del punto esclamativo da solo è sconsigliabile nello scrivere; si trova frequentemente nei dialoghi, per conferire l’intonazione (Ecco! No!), ma altrimenti è meglio usarlo con moderazione, solo quando è indispensabile.

Tra gli errori più diffusi da evitare ci sono:

● il raddoppio o la moltiplicazione del segno: “Accidenti!!”, “Caspita!!!” (accettabile solo nei fumetti);
● l’aggiunta di un punto fermo o altri segni di interpunzione: “Certo!.” (il punto di domanda è già un segno di chiusura).

Nella lingua spagnola lo si mette anche all’inizio della frase, rovesciato (¡), in modo che l’intonazione sia chiara sin da subito, ma in italiano questa consuetudine non esiste.