Maiuscole e minuscole

■ Quando una parola deve essere scritta con l’iniziale maiuscola e quando minuscola? ■ Dopo i due punti si può usare la maiuscola? ■ Dopo il punto interrogativo si può evitare la maiuscola? ■ Dopo i puntini di sospensione è sempre obbligatoria la maiuscola? ■ Perché “Monte” Rosa si scrive maiuscolo, ma il “monte” Gran Sasso in minuscolo? ■ Perché il “fiume” Tevere si scrive minuscolo ma il “Lago” Maggiore tutto maiuscolo? ■ Gli eventi storici come la “Rivoluzione” francese si scrivono con la maiuscola? ■ I movimenti artistici o culturali come il “Futurismo” si scrivono con la maiuscola? ■ I periodi storici come il “Rinascimento” si scrivono con la maiuscola? ■ I movimenti artistici o culturali come il “Futurismo” si scrivono con la maiuscola? ■ Le epoche come il “Novecento” o i periodi come gli anni “Settanta” si scrivono con la maiuscola? ■ Quando nord, sud, est e ovest si scrivono con la maiuscola? ■ I nomi degli ordini biologici come i “Mammiferi” si scrivono con la maiuscola? ■ “Luna” che è il nome proprio del nostro satellite si scrive con la maiuscola? ■ I numeri romani si scrivono sempre con la maiuscola? ■ “Dio” si scrive con la maiuscola? ■ Meglio scrivere “I promessi sposi” o “I Promessi Sposi” con le maiuscole? ■ La Divina Commedia si scrive con entrambe le iniziali maiuscole? ■ “Papa” o “re” si scrivono in maiuscolo? ■ Meglio scrivere “I promessi sposi” o “I Promessi Sposi” con le maiuscole? ■ Meglio scrivere “paese” in minuscolo o maiuscolo? ■ I nomi dei popoli si scrivono in maiuscolo? ■ La “Borsa” di Milano si scrive in maiuscolo? ■ I giorni e i mesi si scrivono con l’iniziale maiuscola? ■ Le sigle si scrivono in maiuscolo? ■ Si può usare il maiuscolo per evidenziare un concetto o una parola in un testo? ■ Che cos’è il maiuscoletto?

L’iniziale maiuscola si usa quando si inizia un periodo o nei nomi propri, e più precisamente in questi casi:

● dopo il punto, il punto esclamativo, interrogativo e i puntini di sospensione, se la frase si conclude; anche dopo i due punti seguiti dalle virgolette che si usano nelle citazioni è buona norma usare la maiuscola, per esempio: disse: “Ciao”;
● nei nomi propri di persona (Laura) o animale (Fido), nei soprannomi e appellativi (il Savonarola e il Canaletto);
● nei nomi geografici e topografici (il Monte Rosa, il Lago Maggiore, Palazzo Marino, via del Campo, piazza Tricolore, la Cappella Sistina, ma anche il Nuovo Mondo e l’Estremo Oriente); tuttavia, nei casi in cui il doppio nome non sia parte integrante della denominazione, solo il nome proprio va in maiuscolo, per cui si scrive il Monte Rosa ma il monte Gran Sasso (monte in questo caso non fa parte del nome proprio, è nome comune), così come il Lago Maggiore ma il fiume Tevere;
● nei nomi commerciali di aziende e marchi registrati (la moto Guzzi, i gialli Mondadori);
● nei nomi di enti e istituzioni (per lo più solo la prima parola, il Ministero dei beni culturali, il Movimento cinque stelle, ma non sempre e necessariamente, per esempio la Croce Rossa) e in quelle di associazioni (Avis), squadre sportive (Juventus) o gruppi artistici (i Beatles, i Gufi);
● per alcuni eventi storici significativi (la Rivoluzione francese o la Prima guerra mondiale o anche Prima Guerra Mondiale);
● nel caso delle epoche (il Medioevo, il Risorgimento) e nei nomi di decenni, secoli e millenni (gli anni Settanta, l’Ottocento, il nuovo Millennio) e delle correnti culturali (l’Espressionismo, il Futurismo);
● nei titoli delle opere letterarie, musicali, giornali, riviste o nei documenti ufficiali (lo Zibaldone, la Traviata, l’Espresso, la Dichiarazione dei diritti dell’uomo);
● nei punti cardinali quando indicano una particolare regione: il Nord America, il Sud Africa (quando invece indicano una direzione si usa il minuscolo: andare a sud, pochi chilometri a nord di Berlino);
● nei nomi delle festività (Natale, Pasqua);
● nei numeri romani (I, II…), tranne quando sono apposti in un testo come apice per indicare le note editoriali, es. xxxiv;
● nelle classificazioni biologiche del regno animale e vegetale quando indicano ordini, classi e famiglie (i Mammiferi, i Lepidotteri, le Conifere) che diventano invece tutti minuscoli quando sono usati in senso comune, così come in senso scientifico si scrive la Luna (il nome proprio del satellite) ma diventa la luna nel linguaggio comune.

Dio, stando al dizionario, per rispetto si scrive maiuscolo quando indica l’essere supremo delle grandi religioni monoteistiche, mentre diventa un dio quando si riferisce alle altre divinità, “al tempo degli dei falsi e bugiardi” per dirla con Dante (Divina Commedia, Inf., I, 72).

Quando si scrive in maiuscolo una lettera accentata è sempre evitare di usare l’apostrofo invece dell’accento, ed è consigliabile cercare il simbolo apposito tra i caratteri speciali, visto che non è presente sula tastiera. In particolare bisogna fare attenzione alla voce del verbo essere “è”, che sia in minuscolo sia in maiuscolo, va scritta con il suo accento grave (“è” e “È” e non e’ e E’): accento e apostrofo sono infatti due segni diversi.

Maiuscole o minuscole?

Se un tempo si tendeva a utilizzare il più possibile le iniziali maiuscole, oggi la tendenza è quella di evitarle, quando non sono indispensabili. Vanno scomparendo e attenuandosi sempre maggiormente le forme reverenziali, un tempo preferibilmente maiuscole. Ormai nessuno (o quasi) si fa chiamare “dottore” per ostentare la laurea, per cui scrivere Dottore addirittura in maiuscolo risulta sempre più fuori luogo. Come anche presidente, ministro, re e papa si possono tranquillamente scrivere in minuscolo, quasi obbligatoriamente quando sono apposizioni di nomi (re Umberto II, papa Francesco, il presidente della Repubblica, il marchese del Grillo), mentre da soli, il Papa e il Re, si possono tollerare, ma stanno cadendo in disuso. Anche nelle lettere formali o commerciali, sono ormai in regressione e suonano un po’ obsolete le formule referenziali di una volta che prevedono l’uso delle maiuscole per i pronomi che riguardano il destinatario come: “PorgendoLe i miei migliori auguri La saluto cordialmente”.

E così, anche se paese (minuscolo) indica un agglomerato urbano e Paese indica una nazione, ormai questa distinzione si trova sempre meno, nei libri e sui giornali, e non è più obbligatoria, come anche i nomi dei popoli (gli Italiani, i Cinesi) tendono a comparire sempre più in minuscolo, senza più fare distinzioni tra il loro uso come nome (gli Inglesi), e quello come aggettivo (i costumi inglesi) obbligatoriamente in minuscolo, in questo secondo caso. Sono ancora diffusi e quasi obligatori, invece, nel caso delle popolazioni antiche: gli Egizi, gli Etruschi.

Le distinzioni tra maiuscole e minuscole continuano ad avere un senso in certi contesti per esempio per differenziare il significato di alcune parole: una chiesa e la Chiesa (come istituzione), la borsa e la Borsa (degli affari), un consiglio e il Consiglio (dei ministri o di amministrazione), la facoltà di parola e la Facoltà di Filosofia… Altre volte si può scrivere per esempio Web o Internet con le iniziali maiuscole, ma nel vocabolario sono riportati minuscoli e di fatto non c’è una regola per preferire una forma all’altra, soprattutto quando questi termini penetrano nel nostro linguaggio in modo profondo e sempre più diffuso.

Non c’è alcuna ragione per scrivere con l’iniziale maiuscola, come spesso si vede, per esempio i nomi dei mesi, o i giorni della settimana: non sono nomi propri di mesi e giorni, sono nomi comuni: lunedì 3 gennaio.

Ciò vale anche, dopo la prima parola, per i titoli dei libri, dei film e simili, che spesso sono scritti per vezzi grafici con le iniziali maiuscole, all’americana, per cui si trova I promessi sposi, ortograficamente corretto e preferibile (a mio gusto), ma anche I Promessi Sposi. Fate un po’ come volete, in questi casi, è una questione di stile (ma Divina Commedia si scrive per convenzione sempre con la doppia maiuscola).

Un discorso a parte va fatto per le sigle e gli acronomi che un tempo si scrivevano preferibilmente in maiuscolo (ENEL, AIDS), ma oggi la tendenza è di riportare almeno quelle più conosciute solo con l’iniziale maiuscola (Unesco, Fiat) o addirtura completamente in minuscolo per quelle entrate nell’uso comune (tv, cd). Per approfondire l’uso delle maiuscole in questi casi e anche il loro genere e la loro pronuncia, vedi → “Sigle e acronimi“.

Per lo stesso motivo di carattere grafico e di buon gusto, nell’editoria non si usa mai il maiuscolo per evidenziare parole o concetti a cui dare risalto all’interno di un testo. Si tende a evitare il corpo tutto maiuscolo persino nei titoli, perché appesantisce, a maggior ragione nel testo è meglio farne a meno. Per dare risalto a delle parole meglio usare il grassetto o il corsivo (vedi → “Lo stile di un testo e l’uso del corsivo“).

Quando non si può fare a meno del maiuscolo è preferibile scegliere il maiuscoletto, che mantiene la differenza tra maiuscole e minuscole, ed è più aggraziato, se si vuole introdurre in qualche titolo.