Il trattino (o lineetta) corto e lungo

■ Che differenza c’è tra il trattino lungo o disgiuntivo e quello breve o congiuntivo? ■ Quando si usa il trattino corto? ■ Quando si usa il trattino lungo? ■ Negli incisi è meglio usare il trattino disgiuntivo, le virgole o le parenesi? ■ Nei dialoghi si usa il trattino breve o quello corto? ■ Dove si trova il trattino lungo sulla tastiera? ■ Quali altri trattini ci sono oltre a quello congiuntivo e disgiuntivo? ■ Come si dice underscore in italiano? ■ Dopo il trattino congiuntivo ci vuole lo spazio? ■ Dopo il trattino disgiuntivo ci vuole lo spazio? ■ Le norme editoriali italiani prevedono l’uso della “lineetta emme” (—) come in alcuni testi americani?

Ci sono vari tipi di trattini (o lineette), con dimensioni diverse, ma quelli che si usano nello scrivere sono solo due: quello corto e quello lungo.


Il trattino corto, detto anche di unione o congiuntivo, non prevede di inserire spazi prima e dopo e si usa:

per indicare periodi di valori: periodo marzo-settembre; durata 3-6 mesi;
per unire due parole: il treno Roma-Milano;
per le parole composte: il linguaggio tecnico-scientifico;
per la sillabazione delle parole (a-ba-co) che si utilizza per andare a capo.

Il trattino lungo o disgiuntivo () si utilizza invece per indicare un inciso o anche uno stacco del discorso, più elegante e meno netto delle parentesi tonde, ma più marcato di quanto non si fa con la semplice virgola. E in questo caso richiede sempre uno spazio prima e dopo:

I tre grandi poeti del Trecento – Dante, Petrarca e Boccaccio – erano detti le corone fiorentine.

Talvolta si usa per un inciso esplicativo all’interno di una citazione:

Vieni – disse l’uomo – e non avere paura”.

Si usa infine anche nei dialoghi per separare le battute:

– Ciao!
– Ciao a te!

In qualche caso, dialoghi come questo che introducono il discorso diretto vengono riportati di seguito all’interno di un testo senza andare a capo (Mi disse – Entra!).

Il trattino lungo non è presente sulla tastiera (si trova tra i caratteri speciali o tra i simboli) e per questo motivo quando si scrive spesso si utilizza (in modo non preciso) il trattino di unione, perché è più facile. Ma quando si scrive professionalmente è meglio essere precisi e cercarlo con un po’ di fatica tra i simboli.

Tra i trattini e lineette ce ne sono altri che non fanno parte della punteggiatura. Per esempio il trattino basso _ (spesso chiamato immotivatamente in inglese underscore), che si trova soprattutto negli indirizzi internet o nei nomi dei documenti informatici (ai tempi della macchina per scrivere si utilizzava per sottolineare le parole).

C’è poi il segno meno che si utilizza in matematica (3 − 1 = 2) che per essere precisi è di dimensioni leggermente diverse da quello lungo o da quello corto che di solito si impiegano per comodità nello scrivere.

Circola infine un altro tipo di trattino di dimensioni maggiori di quello lungo (—), detto lineetta emme, perché le sue dimensioni sono quelle dei due caratteri “em”, ma in italiano non si usa! Si trova invece nell’editoria statunitense spesso usato al posto dei due punti, ma nelle norme editoriali italiane non è contemplato e dunque in caso di traduzioni va sostituito con i segni della nostra punteggiatura.