Il congiuntivo nelle subordinate

■ Quando si usa il congiuntivo nelle frasi dipendenti? ■ Cosa sono i periodi ipotetici? ■ Che differenza c’è tra i periodi ipotetici della certezza, della possibilità e dell’impossibilità? ■ Quali sono le parole o le espressioni che richiedono il congiuntivo? ■ Quali sono i verbi che richiedono il congiuntivo? ■ Ci sono casi in cui si può usare sia il congiuntivo sia l’indicativo? ■ Quando il congiuntivo si usa associato al condizionale? ■ Si può dire “sono sicuro” che sia o si dice solo “sono sicuro che è”? ■ Quali sono esempi di frasi che richiedono il congiuntivo? ■ Perché si dice “prima che sia”, ma “dopo che è”?

Anche se si può usare nelle frasi dipendenti in modo autonomo, il congiuntivo è il modo che si usa soprattutto nelle frasi dipendenti (da una frase principale) e si ritrova per esempio in alcuni tipi di subordinate come le finali, oppure (più facilmente anche senza saper riconoscere il tipo di frase) dopo alcune parole ed espressioni.

Di seguito un elenco di casi utili per comprendere quando il congiuntivo è obbligatorio:

● nelle condizioni (i periodi ipotetici, associato al condizionale) e nelle azioni, opinioni o pensieri non certi, ma solo possibili (si abbronzerebbese andasse al mare). Dunque anche in presenza di parole come se, qualora, ammesso che, purché:
verrò da te → qualora facesse, bel tempo;
ti raggiungerò → purché ti faccia piacere;
ti perdonerò → ammesso che tu mi porga le tue scuse.

Quanto a se, bisogna fare attenzione: quando i periodi ipotetici esprimono una certezza o una realtà non richiedono il congiuntivo (se non annaffi i fiori avvizziscono = certezza), mentre quando esprimono una possibilità o una impossibilità è obbligatorio:

se tu non bagnassi i fiori (è possibile che ti dimentichi = possibilità) si avvizzirebbero;
se tu ieri non avessi bagnato i fiori (impossibilità: so che li hai bagnati) si sarebbero avvizziti;

● per esprimere avvenimenti impossibili, per esempio quelli che non si sono verificati (sarebbe rimasto in città se non fosse al mare) o che non si possono verificare (se la luna fosse di formaggio sarebbe il paradiso dei topi);
● nelle frasi dipendenti con valore finale: te lo dico perché (= affinché) tu lo sappia;
● nelle frasi concessive (benché, sebbene, nonostante…): non ha molta cultura → benché sia intelligente;
● davanti a chiunque, ovunque, dovunque:
sarà un successo comunque → vada;
starà bene → ovunque vada (ma con valore futuro è possibile usare anche l’indicativo futuro: ovunque andrà, comunque andrà);
● davanti a prima che: te lo dico → prima che sia tardi (a parte questa espressione nei casi della frasi temporali si usa l’indicativo, es.: vado via → dopo che ho mangiato, mentre è partito → prima che mangiasse);
● davanti a fuorché, a meno che, tranne che (frasi eccettuative): verrò → a meno che non piova;
● davanti a senza che (frasi esclusive): è scappato → senza che nessuno se ne accorgesse;
● davanti a come se o quasi che che esprimono un modo: si lanciò sul nemico → come (se) fosse un leone; mi guardò → quasi che sapesse cosa stavo per fare;
● davanti a anziché o piuttosto che (comparative): preferisco mangiarlo → anziché si butti.

Il congiuntivo nelle frasi dipendenti si usa anche in presenza di molti verbi come:

● i verbi di volontà, preferenza e desiderio: voglio (preferisco, desidero) → che sia;
● i verbi di comando o permesso: chiedo (proibisco, ordino, prego, mi raccomando) → che sia;
● i verbi di dubbio, possibilità, impossibilità: dubito (suppongo, immagino, è possibile, è impossibile) → che sia;
● i verbi di aspettativa: mi aspetto (temo, spero, ho paura, sono ansioso) → che sia;
● i verbi di finzione: fingiamo (immaginiamo, supponiamo, facciamo finta) → che sia;
● i verbi che esprimono uno stato d’animo: mi rallegro (sono felice, mi dispiace) → che sia;
● i verbi di opinione o convinzione personale: credo (sono del parere, mi pare, penso, ho il sospetto) → che sia.

Poiché il congiuntivo esprime un dubbio, talvolta i verbi come questi possono essere usati in modo perentorio (senza dubbi) e in tal caso non vogliono il congiuntivo. Per esempio, si può dire penso che è (si usa pensare in modo certo, come dire: sono sicuro, il pensiero non si può mettere in discussione) oppure penso che sia (si usa pensare per esprimere un dubbio, potrebbe anche non essere come si pensa); oppure si può dire sono sicuro/convinto che è (esprime certezza) ma anche sono sicuro/convinto che sia (esprime una certezza soggettiva, che può essere messa in discussione: non è detto che una cosa di cui si è sicuri sia vera, ci si può anche sbagliare). In questi casi, perciò, usare il congiuntivo stempera una certezza e la trasforma in qualcosa che ha margini di dubbio, è una scelta stilistica, mentre usare l’indicativo conferisce alla frase un tono più forte, come qualcosa che non si può mettere in discussione.

Vedi anche
Penso che è o penso che sia? Dubbi sul congiuntivo
Il condizionale nelle ipotesi (i periodi ipotetici)
Condizionale: si può dire se sarebbe?

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