Il punto fermo

■ Dopo il punto si deve sempre usare la maiuscola? ■ Le unità di misura abbreviate come cm o cl richiedono il punto finale? ■ 2.014 si scrive con il punto o senza?  ■ Bisogna mettere il punto alla fine di un titolo di capitolo? ■ Che differenza c’è tra punto e punto fermo? ■ Il punto si usa sempre nelle abbreviazioni? ■ Quando un’abbreviazione chiude la frase il punto va raddoppiato?

Il punto (detto anche punto fermo) ha la funzione di chiudere il periodo con un distacco forte, che viene ulteriormente ampliato se dopo si va a capo, iniziando un nuovo capoverso. Lasciare una riga bianca dopo il capoverso precedente conferisce uno stacco ancora maggiore.

Dopo il punto fermo bisogna utilizzare la maiuscola, al contrario di quanto avviene nel caso di virgola, punto e virgola e due punti. Ma il punto si usa anche per le abbreviazioni (sig. = signore, dott. = dottore) e solo in tal caso dopo la maiuscola non si utilizza: “Socrate nacque nel 469 a.C. ad Atene”.

Attenzione, però, a non mettere il punto dopo le abbreviazioni delle misure: km (chilometri), m (metri), cl (centilitri) e così via, non lo richiedono.
Inoltre, non si mettono i punti di abbreviazione nel caso delle sigle (vedi → “Sigle e acronimi“)

A proposito delle date: si scrivono sempre senza il punto delle migliaia, che invece è sempre consigliabile per i numeri (si mette ogni tre cifre: 100.000.000) per renderli più leggibili; perciò il 2014 (anno), ma 2.014 euro.

Quando un’abbreviazione chiude il periodo, il punto non va mai raddoppiato, se ne lascia uno solo: ho comprato pasta, riso ecc. Allo stesso modo non si aggiunge dopo i puntini di sospensione.

Infine, non bisogna mai mettere il punto alla fine dei titoli di un capitolo o paragrafo, non ce n’è bisogno, sarebbe ridondante e graficamente poco elegante.