Come distinguere un avverbio (corro veloce) da un aggettivo (l’uomo veloce)?

Gli avverbi, al contrario degli aggettivi, sono sempre parti del discorso invariabili (non si possono volgere al plurale o al maschile/femminile).

Alcune parole possono essere avverbi o aggettivi a seconda del contesto. Dire che qualcuno corre veloce (avverbio = velocemente) è diverso dal caso di un uomo veloce (aggettivo, al plurale uomini veloci). Questa considerazione può aiutare molto, nell’analisi grammaticale, in caso di dubbi.

Per saperne di più → Gli avverbi.

Quali sono (e come si scrivono) i versi degli animali?

I versi degli animali si possono esprimere sia in modo onomatopeico (bau, miao, chicchirichì…) sia con parole che designano più precisamente il loro suono (l’abbaiare del cane, il miagolio del gatto, il canto del gallo…).

Per indicare i versi degli animali si può ricorrere all’uso di onomatopee che ne riproducono i rumori emessi, oppure usare parole più specifiche che ne denominano il suono.

Tra le corrispondenze più frequenti ci sono per esempio:
bau
(bu o bu bu) cioè l’abbaiare cane; (o bèe) cioè il belato della pecora; chicchirichì cioè il canto del gallo; cip (o cip cip) cioè il cinguettio di un uccelino; cra cra cioè il gracidare della rana o il gracchiare o crocidare del corvo e della cornacchia; cri cri cioè il verso del grillo, o il frinire; miao (miau, mao e anche gnao) cioè il miagolare o miagolio del gatto; pio (e pio pio) cioè il pigolare o pigolio dei pulcini; qua (e qua qua) cioè lo starnazzare di anatre e oche; zzz cioè il ronzio e il ronzare soprattutto di zanzare, ma anche api, mosche e insetti.

Per scoprire gli altri versi degli animali → Il “linguaggio” degli animali nelle onomatopee.

Cosa sono le onomatopee?

Le onomatopee sono parole o espressioni che riproducono i rumori (clic, bum), i versi degli animali (miao, bau) o i suoni che corrispondono a stati d’animo come nei fumetti (sob, gulp).

Le onomatopee sono parole o espressioni costituite da sequenze di caratteri che riproducono determinati suoni o rumori e vengono usate come interiezioni o esclamazioni.

Per esempio brr, un brivido, il drin di un campanello, il bum di un’esplosione o il dindon delle campane, e ancora  i versi degli animali (chicchirichì, bau, miao, cra cra), ma anche sob, gulp e tutto il repertorio dei fumetti che esprime stati d’animo, molto spesso in inglese (wow, smack).

Per saperne di più → Le esclamazioni (o interiezioni) e le onomatopee.

Come si può distinguere il “che” congiunzione dal “che” pronome?

Bisogna esplicitarlo per capire se significa per es. “il quale” (= pronome) o se è una congiunzione che non si può sostituire.

Che” può assumere tantissimi diversi significati, e nell’analisi logica, per fare un po’ di chiarezza va sempre esplicitato per capire che cosa significa nel contesto e come si può di volta in volta trasformare.

In casi come l’uomo che (= il quale) corre è un pronome. Può essere invece un aggettivo quando diciamo che (= quale) giacca indossi? In espressioni come ti dico che sei bravo il “che” è invece una congiunzione.

Per approfondire → I tanti valori di “che”.

Cosa sono le locuzioni esclamative?

Sono esclamazioni o interiezioni formate da più parole: santo cielo! al ladro!, mamma mia…

A volte le esclamazioni (o interiezioni), come ah!, hei!, urca! possono essere espresse da più parole, e si chiamano perciò locuzioni esclamative, che di solito sono frasi fatte come: santo cielo! Oddio! Al diavolo! Al ladro! Al fuoco! Mamma mia! Guai a te! Mio Dio!

Per approfondire → Le esclamazioni (o interiezioni) e le onomatopee.

Cosa sono le onomatopee?

Le onomatopee sono parole costituite da sequenze di caratteri che riproducono determinati suoni o rumori (brr, bum, bau, clic…).

Le onomatopee sono parti invariabili del discorso costituite da sequenze di caratteri che riproducono determinati suoni o rumori e vengono usate come esclamazioni (o interiezioni) insieme alle quali sono accorpate nelle grammatiche. Per esempio brr, un brivido, il drin di un campanello, il bum di un’esplosione o il dindon delle campane, oppure i versi degli animali (chicchirichì, bau, miao, cra cra), ma anche sob, gulp e tutto il repertorio dei fumetti, molto spesso espresso in inglese (wow, smack).

Per approfondire → Le esclamazioni (o interiezioni) e le onomatopee.

Cosa sono le interiezioni?

Le interiezioni o esclamazioni esprimono stupore (ah!), dolore (ahi!) e altri stati d’animo.

Le interiezioni (dal latino interjectio, cioè “intromissione”), dette anche esclamazioni, sono parti invariabili del discorso che esprimono stati d’animo come stupore (urca!), gioia (evviva!), meraviglia (toh!), dolore (ahi,) e altri ancora: ehm, ehi, uhm… e altre di stile fumettistico, spesso seguite dal punto esclamativo: toh! Uffa!

Per approfondire → Le esclamazioni (o interiezioni) e le onomatopee.