I titoli dei libri si scrivono con le virgolette o in corsivo?

I titoli dei libri si scrivono in corsivo, come le opere o i giornali e le riviste, mentre tra virgolette si indicano le loro parti (un capitolo, o il titolo di un articolo all’interno di una rivista).

Le norme editoriali prevedono che, nelle indicazioni bibliografiche, le virgolette si usino per le citazioni dei capitoli di un libro o delle parti interne di un’opera, per esempio il titolo di un articolo di un giornale o di una rivista, oppure il capitolo di un libro, es: Giovanni Verga “La lupa”, Vita dei campi.

I titoli dei libri, delle opere o delle riviste si scrivono invece in corsivo, es. I promessi sposi; L’espresso; Corriere della Sera.

Per approfondire l’uso delle virgolette → Le virgolette.

Si può andare a capo lasciando l’apostrofo da solo sull’ultima riga?

Meglio evitare di lasciare un apostrofo in fondo quando è necessario andare a capo.

Quando si va a capo, è sempre bene evitare di lasciare un apostrofo isolato a fine riga, es.

Sotto le rosse mura di Parigi era schierato l’
esercito di Francia.


Meglio trovare soluzioni graficamente più eleganti, per es.:

Sotto le rosse mura di Parigi era schierato
l’esercito di Francia.


oppure

Sotto le rosse mura di Parigi era schierato l’e-
sercito di Francia.

Anche eliminare l’elisione e aggiungere la vocale mancante prima di andare a capo, come si insegnava un tempo, è una soluzione da non utilizzare mai (è persino peggio di lasciare l’apostrofo a fine riga): es.

Sotto le rosse mura di Parigi era schierato lo
esercito di Francia.

Per approfondire il tema delle regole su come andare a capo correttamente → Divisione in sillabe.

Che differenza c’è tra i caratteri con le grazie e senza grazie?

Le grazie sono i tratti terminali che marcano i caratteri ben visibili per esempio sulla T o sulla N di alcune fonti (o font), cioè in alcuni tipi di carattere.

La fonte, o in inglese font, è il tipo di carattere che si può decidere di utilizzare nella scrittura. Ci sono quelle con le grazie (i tratti terminali che marcano i caratteri ben visibili per esempio sulla T o sulla N), per esempio il Times New Roman, il Garamond, il Georgia o il Courier che imita i caratteri delle macchine per scrivere che si utilizzavano prima della rivoluzione digitale.
Altri tipi di carattere sono invece senza grazie e più arrotondati come l’Arial, il Verdana o il Comic, adatto agli scritti per bambini (di pessimo gusto e controproducente per la scrittura professionale).

Per saperne di più → La fonte (font) e il corpo di un testo.