Meglio scrivere “bum” o “boom”?

“Boom” è inglese ed è stato italianizzato in “bum” quando è un’onomatopea. Quando invece si parla di “boom economico” si usa di solito l’inglese.

Il suono onomatopeico di un’esplosione tipico dei fumetti in inglese è boom, ma in italiano si può scrivere meglio bum. Invece, nelle espressioni in cui la parola è usata come un forestierismo preso direttamente dall’inglese, per esempio il boom economico o il boom supersonico è maggiormente in uso scrivere la parola all’inglese, invece di adattarla.

Per approfondire il tema dei forestierismi, vedi anche → Il plurale dei nomi stranieri e Il genere dei nomi stranieri.

Cosa sono le onomatopee?

Le onomatopee sono parole o espressioni che riproducono i rumori (clic, bum), i versi degli animali (miao, bau) o i suoni che corrispondono a stati d’animo come nei fumetti (sob, gulp).

Le onomatopee sono parole o espressioni costituite da sequenze di caratteri che riproducono determinati suoni o rumori e vengono usate come interiezioni o esclamazioni.

Per esempio brr, un brivido, il drin di un campanello, il bum di un’esplosione o il dindon delle campane, e ancora  i versi degli animali (chicchirichì, bau, miao, cra cra), ma anche sob, gulp e tutto il repertorio dei fumetti che esprime stati d’animo, molto spesso in inglese (wow, smack).

Per saperne di più → Le esclamazioni (o interiezioni) e le onomatopee.

Meglio scrivere “clic” o “click”?

“Click” è una parola inglese, ma si può benissimo usare la sua italianizzazione “clic” che è più in linea con il nostro sistema ortografico.

Il suono onomatopeico di un tasto, per esempio del mouse, che ha originato “cliccare”, in inglese si scrive “click”, ma in italiano è stato adattato più semplicemente in “clic”. Dunque si possono usare entrambe le forme, all’italiana, più semplice, o all’inglese per chi preferisce ricorrere agli anglicismi.

Per approfondire il tema dei forestierismi, vedi anche → Il plurale dei nomi stranieri e Il genere dei nomi stranieri.

Come si chiama e pronuncia la lettera “J”?

La “i lunga” (e non “jay”!) in italiano si pronuncia “i” (Jacopo, Juventus, juta, Jugoslavia), mentre per le lingue straniere dipende dai casi.

La lettera “J” si chiama “i lunga” e non “jay” come viene stupidamente detta troppo spesso, e come se l’unica pronuncia fosse quella inglese.

Ha il valore di vocale ed è stata usata in italiano fino all’Ottocento per indicare la i con valore lungo o doppio, in parole come majale, principj, personaggj (si ritrova anche agli inizi del Novecento in Pirandello che scriveva jella).

In italiano si pronuncia dunque “i” e si trova in nomi propri come Jacopo o Jolanda, e in parole come juta, Juventus, junior, ex Jugoslavia… Si pronuncia “i” anche nelle parole tedesche (Gustav Jung) o russe (perestrojka) mentre nelle parole francesi diventa una consonante, una “g” aspirata e addolcita nei suoni come abat-jour, e in inglese diventa una “g” dolce come in jazz e jeans, lo stesso suono che ricorre nelle parole giapponesi come judo.

Per sapere di più sulla pronuncia delle lettere italiane e straniere  → La pronuncia delle lettere.